Nuovo iMac con chip M6, Apple aggiorna il desktop per professionisti e creativi: caratteristiche e prezzi in Italia

Nuovo iMac con chip M6, Apple aggiorna il desktop per professionisti e creativi: caratteristiche e prezzi in Italia

Apple rinnova il proprio computer desktop all-in-one con il chip M6, introducendo un aggiornamento che punta soprattutto sulle prestazioni di elaborazione, sulla gestione delle applicazioni creative e sulle funzionalità di intelligenza artificiale. Il modello, presentato il 27 ottobre 2026 e annunciato in Italia il giorno successivo, conserva il display Retina da 24 pollici e il design sottile delle generazioni precedenti, ma introduce processori più potenti, connessioni wireless aggiornate e una maggiore velocità di archiviazione.

Il nuovo iMac con chip M6 è già ordinabile in Italia, con prezzi a partire da 1.829 euro e consegne previste dal 6 novembre. La gamma comprende due configurazioni principali, differenti per numero di core, possibilità di espansione e dotazione delle porte. Una distinzione rilevante soprattutto per studi professionali, piccoli uffici e attività creative che utilizzano quotidianamente periferiche, archivi esterni e più monitor.

L’aggiornamento arriva a due anni dalla presentazione dell’iMac con M4 e mantiene una caratteristica precisa della linea: concentrare computer, schermo, videocamera e sistema audio in un’unica postazione, riducendo la necessità di acquistare componenti separati.

Chip M6, due configurazioni per esigenze di lavoro differenti

Il nuovo processore Apple Silicon viene proposto con una CPU a 10 core e una GPU a 10 core nella configurazione di ingresso. La versione superiore dispone invece di una CPU a 12 core e una GPU a 12 core.

La prima integra due super core, tre performance core e cinque efficiency core, mentre la seconda conserva i due super core e porta a quattro quelli dedicati alle prestazioni, affiancati da sei core ad alta efficienza.

La memoria unificata parte da 16 GB per entrambe le configurazioni. Sul modello con CPU a 10 core può arrivare a 24 GB, mentre su quello a 12 core è possibile scegliere anche 32 GB.

L’archiviazione SSD parte da 256 GB. Il modello di ingresso può essere configurato fino a 1 TB, mentre la versione superiore raggiunge 2 TB. Sono capacità che possono influenzare sensibilmente l’utilizzo professionale: un ufficio amministrativo può avere esigenze diverse da uno studio fotografico che conserva cataloghi RAW oppure da un’agenzia impegnata nella produzione continuativa di video.

Il chip comprende un sistema Neural Engine composto da due unità a 16 core, acceleratori neurali integrati nella GPU e una banda di memoria dichiarata fino a 170 GB al secondo. Sono presenti anche accelerazione hardware per il ray tracing e motori dedicati alla codifica e decodifica video, compresi i formati ProRes e ProRes RAW.

Questa architettura consente di affrontare elaborazioni differenti utilizzando componenti specializzati, anziché affidare ogni operazione alla CPU. Il vantaggio concreto dipende però dal software impiegato e dalla capacità delle applicazioni di sfruttare le risorse disponibili.

Prestazioni superiori rispetto all’iMac M4, ma i benchmark indipendenti restano da verificare

Una parte significativa delle novità riguarda la velocità di esecuzione. Nei test pubblicati in occasione del lancio, Apple indica prestazioni fino a 1,5 volte superiori rispetto all’iMac M4 in applicazioni di produttività come Microsoft Excel e fino a due volte superiori nelle elaborazioni grafiche, comprese alcune attività di fotoritocco.

Per l’intelligenza artificiale eseguita direttamente sul computer viene riportato un incremento fino a cinque volte rispetto alla generazione M4 in specifiche operazioni di elaborazione dei prompt.

Il nuovo iMac con chip M6 promette inoltre prestazioni fino a 18 volte superiori rispetto a un precedente iMac Intel utilizzato come riferimento nei test.

Questi risultati richiedono una lettura attenta. Le percentuali derivano da prove realizzate da Apple in condizioni definite, con applicazioni e configurazioni selezionate. Non costituiscono una misura universale della velocità del computer e non equivalgono a benchmark indipendenti.

Anche il confronto con il modello M4 va interpretato considerando le caratteristiche delle macchine utilizzate. Per diversi test Apple ha scelto come riferimento un iMac M4 con CPU e GPU a 10 core, 32 GB di memoria e SSD da 2 TB.

Nell’attività quotidiana di uno studio professionale, l’apertura di documenti, la navigazione, la posta elettronica e le videoconferenze difficilmente impegnano tutte le risorse di un processore moderno. Differenze più evidenti possono emergere durante esportazioni video, elaborazioni fotografiche complesse, operazioni ripetitive su grandi archivi oppure esecuzione locale di modelli di intelligenza artificiale.

Per stabilire l’effettivo vantaggio del passaggio da M4 a M6 serviranno prove indipendenti sulle configurazioni commerciali, possibilmente con gli stessi programmi, identici file di lavoro e carichi prolungati. In particolare, resta da verificare quanto le prestazioni massime possano essere mantenute durante elaborazioni continuative.

Display Retina 4,5K e videocamera: cosa cambia realmente

Lo schermo rimane uno degli elementi distintivi dell’iMac. Apple mantiene il pannello Retina da 24 pollici, con diagonale effettiva di 23,5 pollici, risoluzione di 4480 × 2520 pixel e densità di 218 pixel per pollice.

La luminosità dichiarata raggiunge 500 nit, mentre il supporto alla gamma cromatica P3 permette di visualizzare un’ampia varietà di colori. La tecnologia True Tone regola automaticamente la tonalità dello schermo in funzione dell’illuminazione ambientale.

Sono caratteristiche già presenti nella precedente generazione M4. Il nuovo modello non introduce quindi un aumento della risoluzione o della luminosità dichiarata.

Per fotografi e grafici, la combinazione tra alta densità di pixel e ampia gamma cromatica rimane interessante, soprattutto nella gestione di immagini, impaginati e contenuti destinati alla pubblicazione digitale. Nei lavori che richiedono una corrispondenza cromatica rigorosa, come la preparazione di materiali per la stampa, resta comunque necessaria un’adeguata gestione dei profili colore e, quando richiesto, la calibrazione.

La versione con processore a 12 core offre inoltre la possibilità di scegliere il vetro con nanotexture, progettato per ridurre riflessi e interferenze dovute all’illuminazione. La disponibilità di questa opzione può incidere sulla scelta negli ambienti con grandi finestre o postazioni difficili da schermare dalla luce.

Anche il comparto audiovisivo conserva dotazioni già conosciute: videocamera Center Stage da 12 megapixel con funzione Panoramica Scrivania, tre microfoni e sistema audio a sei altoparlanti.

La videocamera può mantenere l’inquadratura sul soggetto durante una riunione, mentre Panoramica Scrivania permette di mostrare dall’alto documenti e oggetti collocati sulla superficie di lavoro. Funzioni utili nelle consulenze a distanza, nelle dimostrazioni commerciali e nella formazione online.

Wi-Fi 7, Bluetooth 6 e nuove possibilità di collegamento

La connettività rappresenta un aggiornamento più evidente rispetto alla generazione precedente.

Il nuovo iMac con chip M6 introduce Wi-Fi 7 e Bluetooth 6, superando rispettivamente Wi-Fi 6E e Bluetooth 5.3 presenti sull’iMac M4. Il computer integra inoltre il chip wireless Apple N1, con supporto alla tecnologia di rete Thread.

Il passaggio al Wi-Fi 7 può offrire benefici nelle reti compatibili, ma la disponibilità del nuovo standard non determina automaticamente un incremento della velocità di trasferimento. Le prestazioni dipendono anche dal router, dalla configurazione della rete, dalle interferenze e dalla capacità del collegamento Internet o della rete locale.

Per le connessioni cablate compare Ethernet fino a 2,5 Gigabit. Nella configurazione con CPU a 12 core è compresa nella dotazione, mentre sul modello con CPU a 10 core risulta disponibile come opzione.

La differenza può interessare aziende che lavorano con server locali, sistemi NAS e archivi condivisi. Una connessione più veloce può ridurre i tempi di trasferimento dei file, a condizione che anche gli apparati di rete e le unità di archiviazione supportino velocità adeguate.

Le porte costituiscono un’altra distinzione tra le due versioni. Il modello con CPU a 10 core dispone di due Thunderbolt 4, mentre quello a 12 core ne offre quattro, tutte con trasferimenti fino a 40 Gbps.

La configurazione superiore supporta fino a due monitor esterni 6K a 60 Hz, mantenendo attivo il display integrato. La versione di ingresso supporta invece un solo monitor esterno fino a 6K a 60 Hz.

Si tratta di una differenza concreta per le postazioni nelle quali occorre distribuire contemporaneamente applicazioni gestionali, documenti, strumenti di comunicazione e programmi di produzione.

Apple indica inoltre una velocità di lettura e scrittura degli SSD fino a due volte superiore rispetto alla precedente generazione, secondo i propri test. Anche in questo caso il dato dovrà essere confrontato con misurazioni indipendenti, tenendo conto delle diverse capacità e configurazioni delle unità.

Un computer per piccoli uffici, studi professionali e attività creative

La destinazione professionale del nuovo iMac emerge soprattutto dall’equilibrio tra prestazioni, ingombro e dotazione integrata.

In uno studio legale, commerciale o amministrativo, il computer può essere utilizzato per programmi gestionali compatibili con macOS, documentazione elettronica, videoconferenze e attività di produttività. La disponibilità di due configurazioni permette di scegliere in funzione delle applicazioni utilizzate e della quantità di programmi aperti contemporaneamente.

Il formato all-in-one limita l’ingombro della postazione e semplifica l’installazione rispetto a una configurazione desktop composta da unità centrale e monitor separati. Rimane però necessario verificare la compatibilità con software specialistici, dispositivi di firma digitale, stampanti professionali e altre periferiche eventualmente presenti.

Negli studi grafici e nelle piccole agenzie di comunicazione, il nuovo iMac con chip M6 può essere destinato alla preparazione di contenuti per siti web, alla progettazione grafica, al fotoritocco e al montaggio video.

Il motore multimediale integrato offre accelerazione hardware per H.264, HEVC e ProRes. Nelle applicazioni compatibili, queste risorse possono alleggerire alcune operazioni di codifica e decodifica, contribuendo a rendere più efficienti determinati flussi di montaggio.

Programmi come Final Cut Pro, Affinity e Blender possono sfruttare le risorse CPU e GPU, sebbene il risultato dipenda dalla complessità dei progetti. Un montaggio con poche tracce video e interventi cromatici limitati presenta esigenze molto differenti rispetto a composizioni tridimensionali complesse, animazioni o progetti con numerosi effetti.

La memoria merita particolare attenzione. I 16 GB iniziali possono essere adeguati per molte attività d’ufficio e creative di livello ordinario, mentre configurazioni da 24 o 32 GB offrono maggiore margine quando si utilizzano contemporaneamente applicazioni impegnative o file voluminosi.

Anche la capacità dell’SSD andrebbe valutata prima dell’acquisto. I 256 GB della versione di ingresso possono diventare limitanti per chi lavora con librerie fotografiche, riprese video e grandi quantità di file temporanei. Le unità esterne Thunderbolt rappresentano un’alternativa, ma aggiungono componenti alla postazione e richiedono un’organizzazione coerente degli archivi e dei backup.

Intelligenza artificiale e macOS 27: le funzioni disponibili e i limiti linguistici

Il lancio del nuovo desktop coincide con l’introduzione di macOS 27 Golden Gate e con l’evoluzione delle funzioni Apple Intelligence.

La maggiore capacità di elaborazione neurale del processore M6 permette di affrontare localmente una parte delle attività basate sull’intelligenza artificiale, comprese operazioni che impiegano modelli linguistici compatibili con l’hardware.

L’esecuzione sul dispositivo può essere rilevante per gli studi che gestiscono documenti riservati, perché alcune elaborazioni possono avvenire senza inviare il contenuto a servizi esterni. Questo non significa, tuttavia, che qualsiasi applicazione AI funzioni esclusivamente in locale o che l’utilizzo di tali strumenti garantisca automaticamente la riservatezza dei dati.

Occorre distinguere le funzionalità integrate nel sistema operativo dai servizi che richiedono elaborazioni su server e dalle applicazioni sviluppate da terzi.

Il nuovo iMac supporta inoltre Siri AI, l’assistente evoluto integrato nelle funzioni di ricerca e nelle applicazioni del sistema. La versione beta, disponibile su macOS 27.2, prevede la possibilità di interrogare informazioni personali, cercare contenuti e interagire con determinate applicazioni.

Al momento dell’annuncio, Siri AI non supporta l’italiano, mentre Apple Intelligence comprende l’italiano tra le lingue disponibili. La distinzione è significativa perché non tutte le funzionalità illustrate nella presentazione possono essere utilizzate nelle medesime condizioni linguistiche e geografiche.

Alcuni strumenti basati su modelli elaborati sui server sono inoltre soggetti a limiti di utilizzo giornaliero. È prevista in futuro la possibilità di ottenere un accesso più esteso a pagamento.

Per le organizzazioni che intendono utilizzare l’intelligenza artificiale nel trattamento di documenti aziendali, la scelta del computer dovrà quindi essere accompagnata dalla verifica delle condizioni di utilizzo delle singole applicazioni, delle modalità di trattamento dei dati e delle rispettive politiche di sicurezza.

Il confronto con iMac M4: continuità nel design, differenze nell’hardware

Il passaggio dalla generazione M4 alla M6 mantiene molti elementi dell’esperienza d’uso.

L’iMac M4 del 2024 proponeva configurazioni con CPU e GPU fino a 10 core, memoria unificata a partire da 16 GB e capacità massima di 32 GB. Il modello M6 porta CPU e GPU fino a 12 core, conservando il limite massimo di memoria a 32 GB.

Anche il display rimane sostanzialmente invariato nelle caratteristiche dichiarate, così come la videocamera Center Stage da 12 megapixel, il sistema audio a sei altoparlanti e la disponibilità di sette colorazioni.

Le differenze più importanti riguardano quindi il processore, l’architettura dedicata all’intelligenza artificiale, la velocità degli SSD e gli standard di connettività.

Va considerato anche il diverso posizionamento delle configurazioni. L’iMac M4 partiva da 1.529 euro con CPU e GPU a 8 core, mentre la versione con CPU e GPU a 10 core aveva un prezzo iniziale di 1.779 euro. Il nuovo M6 elimina la configurazione a 8 core e parte direttamente da 10 core, a 1.829 euro.

Il confronto tra i prezzi di ingresso delle due generazioni non rappresenta quindi un confronto tra prodotti con la stessa quantità di core. Rispetto al precedente modello M4 da 10 core, il nuovo M6 di ingresso costa 50 euro in più, prendendo come riferimento i listini italiani annunciati al lancio.

Per chi possiede già un iMac M4 e lo utilizza prevalentemente per documenti, posta elettronica, navigazione e riunioni online, le nuove specifiche non rendono automaticamente necessario un aggiornamento. La valutazione cambia nei flussi professionali che possono sfruttare concretamente la maggiore capacità di calcolo o le nuove interfacce di collegamento.

Il passaggio da un vecchio iMac Intel può invece comportare differenze più ampie, pur richiedendo una verifica preventiva della compatibilità con applicazioni e periferiche utilizzate in azienda.

Prezzi italiani e disponibilità dal 6 novembre 2026

Il nuovo iMac con chip M6 è disponibile in preordine dal 28 ottobre 2026, mentre le consegne e la distribuzione presso Apple Store e rivenditori autorizzati inizieranno venerdì 6 novembre.

Il prezzo italiano parte da 1.829 euro per la configurazione con CPU a 10 core e GPU a 10 core. Il modello con CPU a 12 core e GPU a 12 core parte invece da 2.029 euro.

Per il settore Education sono previsti prezzi iniziali rispettivamente di 1.769 e 1.909 euro, riservati agli acquirenti che soddisfano i requisiti dell’offerta.

Il costo finale può aumentare scegliendo capacità superiori di memoria o archiviazione, il vetro con nanotexture e altri accessori opzionali.

La tastiera Magic Keyboard con Touch ID è inclusa nella configurazione superiore, mentre il modello di ingresso comprende la tastiera standard e permette di scegliere ulteriori opzioni. Sono disponibili anche Magic Mouse e Magic Trackpad, secondo le configurazioni previste.

Le colorazioni comprendono blu, verde, rosa, giallo, viola, arancione e argento, confermando una scelta estetica ormai consolidata nella gamma.

Per gli acquisti professionali la differenza tra le due configurazioni non si esaurisce nei 200 euro del prezzo iniziale. La versione con CPU a 12 core comprende quattro porte Thunderbolt 4, Ethernet a 2,5 Gigabit, supporto a due monitor esterni e maggiori possibilità di configurazione dell’archiviazione e della memoria rispetto al modello base.

Sono caratteristiche che possono incidere sull’organizzazione della postazione per diversi anni. In particolare, negli uffici che prevedono l’utilizzo di più schermi o l’accesso frequente a grandi archivi di rete, la dotazione delle connessioni rappresenta un criterio di scelta almeno altrettanto concreto dell’incremento di velocità del processore.