Oracle AI Services Practice, nasce la consulenza per integrare l’intelligenza artificiale nei processi aziendali

Oracle AI Services Practice, nasce la consulenza per integrare l’intelligenza artificiale nei processi aziendali

Oracle ha annunciato il 27 ottobre 2026 la creazione di Oracle AI Services Practice, una nuova attività di consulenza sviluppata in collaborazione con OpenAI per accompagnare le imprese nell’adozione dell’intelligenza artificiale. L’iniziativa, presentata durante Oracle AI World, punta a risolvere una delle difficoltà più concrete dei progetti aziendali basati sull’AI: trasformare applicazioni sperimentali e prototipi in sistemi utilizzabili quotidianamente, collegati ai dati e ai processi dell’organizzazione.

Il servizio riunisce i modelli di intelligenza artificiale di OpenAI, le applicazioni gestionali e l’infrastruttura cloud di Oracle, insieme alle competenze di Oracle Customer Success Services (CSS), la divisione che si occupa dell’implementazione e della gestione delle soluzioni tecnologiche presso i clienti.

La collaborazione prevede una precisa ripartizione dei compiti. OpenAI contribuirà alla formazione dei team tecnici sulle proprie tecnologie, mentre Oracle Customer Success Services gestirà direttamente i progetti di consulenza, dalla pianificazione iniziale fino alle attività successive alla messa in produzione.

Dal progetto pilota all’utilizzo dell’AI nei sistemi gestionali

Una delle principali difficoltà nell’introduzione dell’intelligenza artificiale in azienda riguarda l’integrazione con i software già utilizzati. Un modello linguistico può elaborare documenti, interpretare richieste e generare contenuti, ma per intervenire su una procedura amministrativa o consultare informazioni riservate deve poter accedere ai sistemi appropriati, rispettando le autorizzazioni previste.

Oracle AI Services Practice nasce per affrontare questo passaggio attraverso interventi che comprendono l’individuazione dei casi d’uso, la progettazione delle soluzioni, la verifica dei risultati e il collegamento con le applicazioni aziendali.

Uno degli ambiti indicati riguarda Oracle Fusion Cloud Applications, la suite che comprende strumenti per la gestione finanziaria, le risorse umane, gli acquisti e altri processi organizzativi. Attraverso Oracle AI Agent Studio for Fusion Applications, le imprese potranno sviluppare e personalizzare agenti AI basati sui modelli OpenAI.

Gli agenti sono sistemi software progettati per interpretare un obiettivo, elaborare informazioni e svolgere operazioni attraverso strumenti e applicazioni autorizzati. Il loro impiego richiede verifiche differenti rispetto a quelle necessarie per un semplice assistente conversazionale: un’informazione imprecisa può essere corretta prima di essere utilizzata, mentre un’operazione eseguita su un sistema gestionale può modificare dati o avviare procedure aziendali.

Per questa ragione, il servizio comprende attività di valutazione dell’accuratezza, verifica dell’affidabilità e ottimizzazione delle prestazioni. Sono previsti anche interventi sulla selezione dei modelli e sul controllo dei costi operativi, aspetti che diventano rilevanti quando il numero delle richieste e delle elaborazioni cresce.

La nuova consulenza si inserisce inoltre nello sviluppo di Oracle Fusion Agentic Applications, con funzionalità destinate al ragionamento, alla pianificazione e all’esecuzione di attività articolate. Tra le tecnologie richiamate nell’annuncio compare Oracle Fusion Claw, pensata per supportare operazioni complesse e di lunga durata.

Sviluppo software e infrastruttura cloud: il ruolo di OpenAI

Il secondo ambito di intervento di Oracle AI Services Practice riguarda la realizzazione di applicazioni attraverso Oracle Cloud Infrastructure (OCI).

La collaborazione prevede l’impiego delle API di OpenAI e di Codex, lo strumento dedicato alle attività di sviluppo software, insieme ai servizi di OCI Enterprise AI. L’obiettivo è consentire ai team informatici di progettare, sviluppare, verificare e distribuire applicazioni che utilizzano modelli di intelligenza artificiale all’interno dell’infrastruttura aziendale.

Codex può essere impiegato nelle attività di programmazione, integrazione e testing. L’infrastruttura Oracle interviene invece nella gestione dell’ambiente di esecuzione, dei collegamenti con i sistemi esistenti e dei controlli necessari al funzionamento delle applicazioni.

Tra le componenti previste compare OCI Sandbox, un ambiente isolato per l’esecuzione del codice. La separazione dell’ambiente di esecuzione costituisce una misura utile quando software e agenti AI devono elaborare istruzioni o eseguire operazioni senza ottenere automaticamente accesso alle altre risorse informatiche.

La disponibilità di questi strumenti non elimina la necessità di verifiche specifiche. Prima del deployment in produzione, cioè dell’attivazione di un’applicazione destinata all’utilizzo effettivo, devono essere valutati i permessi, il comportamento del sistema in presenza di errori, le modalità di monitoraggio e la gestione degli aggiornamenti.

Oracle Customer Success Services seguirà anche le operazioni successive al rilascio, comprese manutenzione, controllo delle prestazioni e gestione delle modifiche. È una parte importante del modello di consulenza annunciato: le applicazioni basate sull’intelligenza artificiale richiedono infatti controlli continuativi, soprattutto quando cambiano i dati consultati, le procedure aziendali o le versioni dei modelli impiegati.

L’integrazione dei dati aziendali e il problema delle autorizzazioni

Un ulteriore settore di attività riguarda l’accesso alle informazioni distribuite nei database, nelle piattaforme analitiche e nelle applicazioni utilizzate dalle imprese.

Oracle AI Services Practice prevede l’impiego di Oracle AI Data Platform, Oracle AI Database e Oracle Autonomous AI Lakehouse per sviluppare applicazioni e agenti capaci di lavorare su dati aziendali e fonti esterne.

La questione riguarda soprattutto la qualità del contesto informativo fornito ai modelli. Un agente incaricato di analizzare un processo amministrativo, ad esempio, deve poter distinguere le informazioni aggiornate da quelle obsolete, utilizzare dati coerenti e rispettare i limiti di accesso assegnati all’utente che ha richiesto l’operazione.

L’integrazione richiede quindi interventi sulla preparazione dei dati, sulle connessioni tra applicazioni e sulla definizione delle autorizzazioni. La presenza di un modello AI avanzato non garantisce, da sola, che le informazioni elaborate siano complete, corrette o utilizzabili per uno specifico procedimento aziendale.

Il lavoro dei consulenti comprenderà la configurazione dei collegamenti alle fonti informative e l’applicazione dei controlli di sicurezza. Le imprese potranno utilizzare modelli OpenAI insieme alle tecnologie Oracle, mantenendo la possibilità di scegliere i modelli di base supportati dalle rispettive piattaforme.

Questa impostazione permette di distinguere due livelli tecnologici: il modello che interpreta le richieste ed elabora le informazioni e l’architettura aziendale che stabilisce quali dati possono essere consultati, quali operazioni sono consentite e come devono essere registrate.

Sicurezza informatica e controlli sugli agenti AI

La sicurezza costituisce il quarto settore previsto dalla nuova iniziativa. Oracle e OpenAI stanno collaborando allo sviluppo di strumenti che impiegano modelli avanzati di intelligenza artificiale per individuare vulnerabilità nelle applicazioni e nelle infrastrutture informatiche.

La tecnologia indicata è Oracle AI Security Mesh, un servizio gestito che combina modelli OpenAI specializzati nella sicurezza informatica con strumenti di testing, procedure di validazione e controlli operativi di Oracle.

Il sistema è progettato per effettuare verifiche su ambienti Oracle Cloud Infrastructure, altre piattaforme cloud e infrastrutture installate presso le aziende. Le attività possono comprendere l’identificazione di vulnerabilità e il supporto alle successive correzioni.

Un elemento rilevante riguarda la delimitazione delle operazioni autorizzate. Le organizzazioni devono poter stabilire gli ambienti sui quali effettuare i test e definirne l’estensione. Oracle gestisce le misure di protezione destinate a limitare il rischio che le verifiche provochino interruzioni dei servizi o alterazioni indesiderate.

L’impiego di sistemi AI nelle attività di sicurezza richiede particolare attenzione, perché alcune procedure di verifica possono interagire direttamente con applicazioni e infrastrutture operative. L’autorizzazione preventiva, l’isolamento delle attività e la validazione dei risultati rimangono necessari anche quando le analisi sono automatizzate.

La nuova offerta introduce quindi servizi di supporto alla sicurezza, senza sostituire le responsabilità delle aziende nella definizione delle politiche di accesso, nella protezione delle informazioni e nella supervisione delle operazioni critiche.

Consulenza continuativa e formazione di un milione di professionisti

L’organizzazione di Oracle AI Services Practice si articola in tre momenti operativi. La prima fase riguarda l’analisi delle esigenze aziendali e l’individuazione dei progetti nei quali l’intelligenza artificiale può essere applicata concretamente. Segue lo sviluppo tecnico, con la progettazione, i test e l’integrazione delle soluzioni. La terza fase comprende il monitoraggio e la gestione dopo l’attivazione.

Per l’attività iniziale saranno coinvolti anche gli specialisti degli Oracle CSS Innovation Studios, che supporteranno le imprese nella scelta dei casi d’uso e nel collegamento tra iniziative tecnologiche e obiettivi organizzativi.

Accanto alla consulenza, Oracle ha annunciato un programma di formazione realizzato con OpenAI attraverso Oracle University. Il piano prevede di formare e certificare un milione di sviluppatori e professionisti, comprendendo consulenti, clienti e partner dell’ecosistema Oracle.

I percorsi didattici saranno differenziati in base ai ruoli tecnici e funzionali. Comprenderanno esercitazioni pratiche su Codex, corsi di ingegneria dell’intelligenza artificiale applicata alle imprese e certificazioni Oracle University.

Il numero annunciato rappresenta un obiettivo del programma, non una quantità di professionisti già formati. L’effettiva realizzazione dipenderà dall’attivazione dei percorsi e dalla partecipazione degli operatori coinvolti.

La scelta di investire nella formazione risponde anche a un’esigenza operativa: un sistema AI collegato ai processi aziendali deve essere gestito da persone che conoscano sia gli strumenti tecnologici sia le procedure sulle quali questi intervengono.

La partnership Oracle-OpenAI si estende ai servizi per le imprese

La nascita di Oracle AI Services Practice si inserisce in una collaborazione già avviata tra Oracle e OpenAI.

Nel giugno 2026 le due società avevano annunciato un’iniziativa per consentire ai clienti Oracle Cloud di acquistare l’accesso ai modelli OpenAI e a Codex attraverso i propri rapporti commerciali con Oracle. L’offerta è stata successivamente estesa a ChatGPT Work e resa disponibile attraverso Oracle Marketplace per i clienti statunitensi, utilizzando procedure di acquisto esistenti e crediti Oracle Universal Credits idonei.

Il 27 ottobre OpenAI ha inoltre annunciato ulteriori sviluppi della partnership, tra cui Oracle AI Workspace, un progetto destinato a collegare applicazioni e dati Oracle con ChatGPT attraverso flussi operativi soggetti alle autorizzazioni aziendali.

Sono state presentate anche iniziative rivolte alle piccole imprese e strumenti per lo sviluppo applicativo, tra cui Oracle AI SMB Bundle e Oracle App Composer. Si tratta di offerte distinte dalla nuova attività di consulenza, pur appartenendo alla medesima strategia di integrazione tecnologica.

Oracle AI Services Practice assume una funzione specifica all’interno di questa collaborazione: affiancare le organizzazioni che devono configurare e gestire le tecnologie, anziché limitarsi alla loro acquisizione.

Per le imprese che utilizzano già applicazioni e infrastrutture Oracle, l’iniziativa apre la possibilità di progettare soluzioni AI collegate ai propri sistemi gestionali. Restano tuttavia da valutare, per ciascun progetto, la compatibilità con l’architettura esistente, i requisiti di sicurezza, le condizioni contrattuali e i costi di esercizio.

Il comunicato del 27 ottobre descrive gli ambiti operativi e il modello di erogazione della nuova consulenza, ma non presenta risultati economici verificati ottenuti dai clienti attraverso Oracle AI Services Practice. Non vengono inoltre indicati un listino generale, tempi standard di implementazione o garanzie di rendimento.

Le caratteristiche concrete di ogni intervento dipenderanno pertanto dalle applicazioni coinvolte, dai dati da integrare e dal livello di automazione richiesto. Un aspetto particolarmente rilevante nei progetti che prevedono agenti capaci di intervenire sui sistemi aziendali, nei quali occorre stabilire fin dalla progettazione quali operazioni possano essere eseguite autonomamente e quali debbano richiedere un’approvazione umana.