Dal 3 al 10 novembre 2026, imprese tecnologiche, sviluppatori software, università e centri di ricerca si incontrano nell’ambito di DEICy 2026 Hybrid Edition, l’iniziativa internazionale dedicata all’economia digitale, all’Internet of Things e alla sicurezza informatica. L’evento si svolge in Polonia e online, con una serie di appuntamenti B2B organizzati per favorire collaborazioni industriali, trasferimento tecnologico e sviluppo di progetti comuni.
La manifestazione è promossa dall’ufficio Enterprise Europe Network dell’Università di Varsavia, insieme alla Polish Energy Storage Association. Le prime giornate, dal 3 al 5 novembre, coincidono con Warsaw Industry Week, la fiera industriale ospitata presso il centro espositivo PTAK Warsaw Expo di Nadarzyn, nei pressi della capitale polacca. Gli incontri proseguono in modalità digitale il 6, 9 e 10 novembre.
L’interesse dell’iniziativa riguarda soprattutto la crescente integrazione tra cybersecurity e Internet delle cose, due ambiti ormai strettamente collegati nei sistemi produttivi. Sensori industriali, macchinari connessi, piattaforme cloud e software di controllo permettono alle imprese di raccogliere informazioni e automatizzare attività, ma introducono anche nuovi problemi di protezione delle reti e dei dispositivi.
DEICy affronta questi temi attraverso incontri tra operatori economici e scientifici, con l’obiettivo di individuare competenze complementari e possibili applicazioni industriali delle tecnologie disponibili.
Come funziona il matchmaking tra imprese e centri di ricerca
Il modello organizzativo è quello del brokerage event, un sistema di incontri professionali programmati sulla base degli interessi dei partecipanti.
Le aziende e le organizzazioni registrate possono presentare il proprio profilo, descrivere prodotti e servizi, indicare le tecnologie sviluppate oppure segnalare esigenze specifiche. Attraverso la piattaforma B2Match individuano quindi interlocutori potenzialmente interessanti e richiedono appuntamenti individuali.
Gli incontri B2B hanno una durata programmata di 20 minuti, un intervallo pensato per consentire un primo confronto tecnico e commerciale. In questa fase le parti possono verificare la compatibilità delle rispettive competenze, discutere un problema industriale o valutare l’opportunità di approfondire una proposta.
Una PMI che sviluppa software per il monitoraggio degli impianti, ad esempio, potrebbe cercare un produttore di sensori oppure un centro universitario specializzato nell’analisi dei dati. Un’impresa manifatturiera potrebbe invece individuare sviluppatori capaci di integrare nuovi strumenti di controllo nei macchinari già installati.
Si tratta di possibili applicazioni del modello di matchmaking, non di collaborazioni già realizzate durante DEICy.
Il vantaggio di questa formula è la possibilità di selezionare preventivamente gli interlocutori. Rispetto a un incontro fieristico occasionale, l’appuntamento programmato consente di arrivare alla discussione conoscendo almeno il settore di attività e gli interessi dichiarati dall’altra organizzazione.
La partecipazione è gratuita e coinvolge potenzialmente imprese, istituti di ricerca, università, amministrazioni pubbliche e organizzazioni non governative. La modalità ibrida permette anche alle realtà che non partecipano fisicamente alla fiera polacca di prendere parte alle sessioni online.
Dall’Internet industriale alla sicurezza delle reti
Il programma tecnologico di DEICy 2026 comprende automazione industriale, robotica, connettività 5G, cloud computing, intelligenza artificiale, analisi dei dati e simulazione digitale.
Un’attenzione particolare viene riservata all’Industrial Internet of Things, comunemente indicato con la sigla IIoT. A differenza delle applicazioni domestiche dell’Internet delle cose, l’IIoT riguarda dispositivi e infrastrutture utilizzati negli stabilimenti produttivi, nei sistemi energetici e negli impianti industriali.
Un sensore collegato a una macchina può rilevare vibrazioni, temperature o consumi elettrici. I dati raccolti vengono elaborati da software capaci di individuare anomalie, supportare la manutenzione oppure migliorare la gestione della produzione.
La connessione tra dispositivi e sistemi informatici richiede però una progettazione accurata. Un componente vulnerabile può rappresentare un punto di accesso alla rete aziendale, mentre un problema nei sistemi di comunicazione può compromettere la disponibilità delle informazioni necessarie al funzionamento degli impianti.
È uno dei motivi per cui cybersecurity e Internet delle cose devono essere affrontati già durante lo sviluppo delle soluzioni tecnologiche, anziché considerare la protezione informatica come un intervento da aggiungere dopo l’installazione.
Tra gli argomenti dell’iniziativa figurano la mitigazione delle minacce informatiche, la protezione delle reti, la sicurezza dei servizi cloud e l’integrazione tra applicazioni software e infrastrutture fisiche.
Il programma include anche i sistemi cyber-fisici, nei quali informazioni provenienti da sensori e macchinari vengono utilizzate da algoritmi per controllare processi reali. In questi ambienti un’anomalia informatica può avere conseguenze operative, perché il software interviene direttamente sul comportamento delle apparecchiature.
Edge computing, intelligenza artificiale e gestione della produzione
Tra le tecnologie discusse durante DEICy trova spazio l’edge computing, un approccio che consente di elaborare parte dei dati vicino ai dispositivi che li generano, evitando di trasferire continuamente tutte le informazioni verso server remoti.
La soluzione interessa particolarmente gli ambienti industriali nei quali la velocità di risposta è determinante. Elaborare localmente i segnali di un sensore può ridurre la latenza e permettere a un sistema automatico di intervenire più rapidamente.
L’edge computing introduce anche questioni di sicurezza specifiche. I dispositivi distribuiti negli impianti devono essere amministrati, aggiornati e protetti, spesso in ambienti dove l’accesso fisico alle apparecchiature è complesso.
Il confronto tra cybersecurity e Internet delle cose comprende quindi aspetti che vanno oltre la protezione dei dati conservati nei sistemi centrali.
Le altre categorie tecnologiche presenti nel programma includono i gemelli digitali, la stampa 3D e gli strumenti CAD, CAM e CAE utilizzati nella progettazione e nell’ingegneria.
Sono inoltre previsti approfondimenti sui sistemi MES, APS e SCADA, impiegati per raccogliere informazioni dalla produzione, programmare le attività e supervisionare gli impianti.
L’intelligenza artificiale e il machine learning completano questo quadro, offrendo strumenti per analizzare grandi quantità di dati industriali. La loro applicazione richiede tuttavia informazioni affidabili, sistemi compatibili e procedure di controllo adeguate. Sono proprio questi requisiti a rendere utile il confronto tra sviluppatori, ricercatori e imprese utilizzatrici.
L’attenzione del 2026 ai sistemi di accumulo energetico
Una caratteristica specifica dell’edizione 2026 è l’approfondimento delle tecnologie per l’accumulo e la gestione dell’energia.
La presenza della Polish Energy Storage Association tra gli organizzatori si riflette nella scelta di affrontare temi come i sistemi industriali di stoccaggio elettrico, la continuità dell’alimentazione, la gestione intelligente delle batterie e il monitoraggio dei consumi.
Il programma considera anche le tecnologie di energy harvesting, che permettono di recuperare piccole quantità di energia dall’ambiente circostante per alimentare dispositivi, tra cui alcuni sensori IoT.
Particolarmente interessante è il collegamento tra cybersecurity e Internet delle cose nelle infrastrutture energetiche.
Un sistema di accumulo industriale può essere dotato di sensori, controllori elettronici e software che regolano la carica, la scarica e l’integrazione con gli impianti produttivi. La protezione di questi componenti riguarda sia la sicurezza informatica sia l’affidabilità operativa dell’infrastruttura.
Tra gli argomenti indicati dagli organizzatori compare anche la prevenzione degli attacchi informatici capaci di incidere sulla continuità dell’alimentazione elettrica, attraverso la protezione dei dispositivi connessi e dei sistemi di gestione energetica.
La questione assume rilievo negli stabilimenti dove un’interruzione improvvisa può fermare macchinari, compromettere lavorazioni o determinare costi di ripristino.
Il confronto tra aziende energetiche, fornitori di automazione e sviluppatori di soluzioni informatiche può contribuire a individuare requisiti tecnici condivisi. L’effettiva realizzazione di nuovi prodotti o sistemi dipenderà però dagli accordi e dai progetti che eventualmente nasceranno dopo gli incontri.
Le opportunità per le PMI che sviluppano tecnologie digitali
Per una piccola impresa tecnologica, partecipare a un evento internazionale può rappresentare un’occasione per raggiungere potenziali partner difficilmente accessibili attraverso i normali canali commerciali.
Il caso delle aziende specializzate in cybersecurity e Internet delle cose è significativo. Una società che sviluppa firmware per dispositivi industriali può disporre di competenze avanzate nella programmazione, senza possedere necessariamente le risorse necessarie per testare il prodotto in ambienti produttivi differenti.
Il contatto con un costruttore di apparecchiature, un integratore di sistemi o un laboratorio universitario può aprire la possibilità di organizzare attività di sperimentazione e validazione.
Analogamente, un’impresa che produce componenti elettronici potrebbe cercare competenze esterne per implementare aggiornamenti sicuri, sistemi di autenticazione o strumenti di monitoraggio degli accessi.
Il matchmaking permette di avviare queste discussioni, ma non elimina le verifiche necessarie prima di una collaborazione. Le parti devono valutare caratteristiche tecniche, costi, proprietà intellettuale, responsabilità contrattuali e possibilità di integrazione.
La dimensione internazionale dell’iniziativa amplia inoltre il confronto tra mercati e competenze differenti. Per una PMI interessata a lavorare con imprese europee, conoscere gli standard tecnici utilizzati dai potenziali partner e le loro esigenze di sviluppo può avere un valore concreto anche quando l’incontro non produce immediatamente un contratto.
DEICy prevede inoltre workshop dedicati al rapporto tra ricerca scientifica e applicazioni industriali. Nel programma del 9 novembre sono compresi interventi sull’impiego dell’intelligenza artificiale nelle macchine agricole, sulle piattaforme software per la gestione dei processi e sull’organizzazione delle attività di sviluppo informatico.
Questi appuntamenti affiancano alle presentazioni commerciali un momento di confronto sulle applicazioni effettive delle tecnologie.
Sicurezza dei dispositivi connessi e nuove responsabilità europee
L’evento si svolge mentre nell’Unione europea è già iniziata una fase importante dell’applicazione del Cyber Resilience Act, il regolamento che introduce requisiti orizzontali di sicurezza informatica per i prodotti con elementi digitali.
Dall’11 settembre 2026 sono operative specifiche disposizioni che impongono ai fabbricanti interessati di notificare le vulnerabilità attivamente sfruttate e gli incidenti gravi che compromettono la sicurezza dei prodotti. La maggior parte degli obblighi previsti dal regolamento diventerà applicabile dall’11 dicembre 2027.
La disciplina europea riguarda un’ampia categoria di prodotti hardware e software e ha conseguenze anche per molti dispositivi connessi.
Il riferimento normativo è utile per comprendere perché cybersecurity e Internet delle cose siano ormai una questione industriale oltre che strettamente informatica.
Sviluppare un dispositivo destinato al mercato europeo richiede infatti di considerare la gestione delle vulnerabilità, gli aggiornamenti di sicurezza e le responsabilità del fabbricante durante il ciclo di vita del prodotto.
Il Cyber Resilience Act non nasce da DEICy 2026 e l’iniziativa polacca non costituisce una sede di approvazione di nuovi standard o obblighi normativi. La sua funzione è favorire il confronto tra soggetti che operano in settori interessati da queste trasformazioni.
La distinzione è sostanziale: le norme europee definiscono obblighi e requisiti, mentre gli incontri B2B possono aiutare le imprese a individuare competenze e soluzioni per affrontare problemi tecnici e organizzativi.
Dai primi contatti agli eventuali accordi di collaborazione
Gli incontri di DEICy 2026 sono distribuiti su sei giornate effettive, tre in presenza e tre online. La piattaforma ufficiale mette a disposizione profili aziendali, proposte tecnologiche e strumenti per organizzare appuntamenti individuali.
Il formato consente di presentare prodotti già disponibili, proporre attività di ricerca, cercare fornitori e discutere possibili iniziative congiunte.
Non risultano tuttavia documentati, nelle informazioni ufficiali esaminate, contratti o partnership già conclusi come risultato dell’edizione 2026. Sarebbe quindi improprio attribuire all’evento accordi industriali, investimenti o progetti di ricerca che non siano stati effettivamente annunciati.
Il risultato immediato del matchmaking consiste nella creazione di contatti qualificati e nell’avvio di confronti professionali. Le eventuali collaborazioni richiederanno successive valutazioni tecniche, negoziazioni e, quando necessario, la definizione di accordi sulla proprietà dei risultati sviluppati.
La presenza di istituzioni accademiche, imprese industriali e sviluppatori software offre comunque l’opportunità di affrontare problemi che difficilmente possono essere risolti da un unico operatore.
Nei progetti che integrano automazione, accumulo energetico, cybersecurity e Internet delle cose, infatti, la compatibilità tra componenti e la definizione delle responsabilità di sicurezza devono essere chiarite prima dell’implementazione.
Le sessioni online del 6, 9 e 10 novembre rappresentano l’ultima parte del calendario ufficiale e permettono di proseguire il confronto anche a distanza. Sarà l’eventuale sviluppo successivo dei contatti, più che il numero degli appuntamenti organizzati, a determinare il contributo concreto dell’iniziativa alla collaborazione tra ricerca e industria.